The last of us

The last of us

Introduzione

The last of us è l’adattamento televisivo dell’omonimo videogioco del 2013 sviluppato da Naughty Dog. Vent’anni dopo lo scoppio di una pandemia – siamo nel 2023 di un mondo apocalittico – a causa di un fungo che trasforma gli esseri umani simili a zombie, Joel viaggia insieme ad Ellie, unica possibilità per l’umanità di guarire dall’infezione o almeno di avere una cura per essa.

Recensione

2023 oggi: il mondo è veramente reduce da una pandemia che ha sconvolto le vite dei suoi abitanti, ne ha cambiato le abitudini e le ideologie, ha scatenato le paure più nascoste, ha creato dissapori ed evidenziato l’egoismo delle persone e l’incapacità di far fronte comune a un nemico impossibile da identificare e combattere con le solite armi a nostra disposizione.

Le due pandemie sono delle coincidenze, ma altrettanto vere sia nella storia del videogioco sia nel mondo reale.

La narrazione mostra una desolazione più totale, dove la natura si è riappropriata del suo territorio, sopraffacendo le costruzioni dell’umano, quasi a voler cancellare gli esseri viventi dalla sua vista, come una sorta di purificazione del pianeta.

Per la legge di Darwin, l’uomo si evolve in caso di necessità e se vuole sopravvivere deve diventare cacciatore e guerriero e vincere la battaglia contro i suoi simili e contro la natura stessa.

Siamo soli in un mondo dove la civiltà è stata spazzata via inesorabilmente, senza distinzione di classe, etnia e ovviamente nessuna meritocrazia.

Si lotta per la vita.

Resta in vita solo il più furbo e il più forte.

E quindi non ha importanza l’età di Joel o la sua stanchezza, oppure l’innocenza di Ellie che non conosce il mondo, in The last of us non c’è tempo per godersi i piaceri o i dispiaceri dell’età biologica, esiste solo la legge della vita e della sopravvivenza.

Si cresce sul campo, imparando nel mondo più brutale possibile.

E non c’è scampo per nessuno.

Il legame tra Joel ed Ellie è essenziale come l’aria che si respira, inevitabile.

Entrambi hanno bisogno di trovare un senso a quell’assurda vita dove non sembra esserci un futuro, dove sperare e sognare appare solo una perdita di tempo o un’antica leggenda metropolitana.

Conclusioni

La serie TV The last of us rappresenta un ben riuscito adattamento televisivo del videogioco, riesce ad approfondirne la storia e gli aspetti psicologici, già ben rappresentati nel gioco.

Si prende il suo tempo per farci conoscere i personaggi, per raccontarci il background e il passato che ha dato vita al presente, non per giustificare i comportamenti delle persone ma semplicemente per far comprendere che non potrebbero essere più diversi.

C’è una strabiliante chimica tra i due protagonisti.

Pedro Pascal e Bella Ramsey bucano lo schermo, riescano a trasmettere tutta la loro angoscia, paura, determinazione e coraggio da una semplice espressione o un respiro, senza dover parlare.

Riescono ad interagire tra loro mostrando realmente quell’affinità e quell’affetto che si crea durante tutto il loro viaggio della speranza, che poi permetteranno al telespettatore di comprendere il motivo delle loro scelte ed azioni.

La domanda sorge spontanea: era necessario realizzare una serie tv da un videogame?

La mia risposta è sì.

The last of us non è solo in videogioco, ma è anche una storia ben scritta e ben raccontata, che approfondisce tematiche importanti e spesso scottanti, che ultimamente a causa del politicamente corretto vengono ripulite dalla loro brutalità e veridicità per non offendere i nasi più snob dei consumatori finali.

La pandemia, la quarentena, la malattia e la lotta estrema per la sopravvivenza sono sempre esistite e continueranno a farlo, anche se non vogliamo ammetterlo o ce ne dimentichiamo spesso.

E quindi è giusto parlarne e non renderli un tabù. Si deve creare la consapevolezza della loro “possibilità”.

A parte tutto questo, The last of us è una storia intensa e spettacolare, audace con tratti controversi, ma vera ed è giusto che la sua fruibilità non sia limitata solo ad pubblico videoludico ma a chiunque interessi il genere.

E sì, sto anche giocando al videogioco, anche se non è il mio genere ma lo sto apprezzando molto e sto imparando a guardare i survival horror in maniera diversa.

Voto

5/5

Alla prossima recensione!


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