Bones and All di Camille DeAngelis

Bones and All di Camille DeAngelis

Oggi per voi la recensione del blog del romanzo horror Bones and All di Camille DeAngelis per Mondadori in questo emozionante review tour.

Maren Yearly è una giovane donna che desidera ciò che desiderano tutti: vorrebbe essere ammirata e rispettata. Vorrebbe essere amata. Ma Maren ha anche delle esigenze particolari e segrete, che l’hanno costretta a una specie di esilio dal genere umano. Si odia per quella cosa brutta che fa, e per ciò che la cosa brutta ha fatto alla sua famiglia e al suo senso di identità, per come la cosa brutta determina il suo posto nel mondo e il modo in cui le persone la vedono e la giudicano. In fondo, non ha scelto lei di essere così. Perché Maren Yearly non si limita a spezzare cuori: li divora. Letteralmente. L’amore può avere molte forme diverse, ma per Maren finisce sempre nello stesso modo: lei che nasconde le prove e sua madre che carica i bagagli in auto. Ma quando, il giorno dopo il suo sedicesimo compleanno, la madre l’abbandona, Maren decide di andare in cerca del padre che non ha mai conosciuto. E finirà per scoprire molto più di quanto si aspettasse: perché, oltre a suo padre, sta cercando se stessa.

recensione del blog.

Maren fa una cosa brutta.

La mamma di Maren però fa sparire le prove, fa i bagagli e si mette in macchina con la figlia per cambiare città, lavoro e vita, fino alla prossima cosa brutta.

Maren si odia per quello che fa, vorrebbe capire perché lo fa, ma cosa assai più importante vorrebbe essere amata nonostante quello che fa.

Sembra quasi impossibile che possano verificarsi contemporaneamente questi tre presupposti, ma come si sa nella vita, tutto può realizzarsi.

Abbandonata dalla madre, si avvia in un lungo viaggio surreale alla ricerca delle risposte alle sue domande e soprattutto alla ricerca delle sue origini.

Un viaggio in cui farà sempre quella cosa brutta.

Non può evitarla. È la sua natura.

Bones and All è un romanzo horror che inizia con il sospetto, con l’orrore di apprendere la “cosa brutta” che è veramente squallida e che scatena l’interesse del lettore che vuole scoprire chi è Maren e che ci fa in giro nel mondo.

L’idea del viaggio è interessante.

Però è un viaggio in cui accade di tutto per caso, in maniera così inverosimile, che alla fine si ci stanca di tutti gli incontri casuali della narrazione, che servono ad allungare la storia, a ripetere sempre lo stesso schema di un singolo ed unico evento della vita di Maren, e che non ci raccontano niente della protagonista.

La paura svanisce.

La tensione si spegne.

Maren è convinta che le sue azioni la metteranno nei guai, per spiegare la continua fuga in passato sua e della madre.

Però nessuno si accorge delle vittime che svaniscono sulla sua scia.

Possibile?

Sì, in questo romanzo anche l’essere invisibile è possibile.

Sicuramente una storia pensata bene, ma raccontata male, con troppe ripetizioni, senza spiegazioni e con situazioni irreali che non hanno una giustificazione nemmeno in una storia fantasy.

E voi cosa ne pensate?

L’avete letto?

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Copia ARC fornita dalla Casa Editrice ai fini promozionali.

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